La storia di Flos — da Castiglioni ad Anastassiades
Sessant'anni di luce milanese — dall'Arco del 1962 alla linea architettonica di oggi.
Nel 1962, a Merano, due imprenditori — Dino Gavina e Cesare Cassina — invitarono i fratelli Castiglioni a fare «vera luce italiana». Nacquero Arco, Toio e Taccia: oggetti che ridefinirono il concetto stesso di lampada.
Arco
L'idea venne dai lampioni di Londra. Il brief: illuminare un tavolo senza un punto luce a soffitto. La risposta: un'imponente curva in acciaio inox ancorata a un blocco di marmo di Carrara da 65 kg. Il foro nel marmo non è decorativo — è una maniglia per due persone con un manico di scopa. Arco è esposta in ogni museo del design contemporaneo ed è ancora prodotta nello stesso stabilimento di Bovezzo.
L'era Starck
Negli anni Novanta Philippe Starck portò Flos verso il mercato consumer: Miss Sissi (1990), Romeo Moon (1996), Bibendum. Queste lampade hanno definito l'estetica domestica di fine secolo.
Oggi — Anastassiades e Urquiola
Dagli anni Dieci, Flos collabora sistematicamente con i minimalisti. Michael Anastassiades crea oggetti geometrici — IC, String, Captain Flint. Patricia Urquiola porta una mano più morbida — Gaku, Skynest. In parallelo, Flos sviluppa una linea architettonica con integrazione DALI/DMX e KNX.
Perché lavoriamo con Flos
Made in Italy. Tutta la parte elettrica a Bovezzo. Cinque anni di garanzia. Dimmerazione su ogni protocollo. DALI-2 e Casambi nativi. Una combinazione rara a questo livello.